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Tassi ai minimi ma spread ai massimi
giovedì 02 aprile 2009

BCE taglia i tassi al 1.25%La BCE taglia ancora il costo del denaro.

Dopo il taglio odierno della Banca Centrale europea di un ulteriore 0.25%, il tasso di riferimento BCE raggiunge l'1.25%. Si tratta del livello minimo mai visto prima nei 10 anni di storia dell' Istituto di Francoforte, causato dalla situazione economica dell'area Euro che continua ad aggravarsi.
La decisione comunque delude le attese di mercati e analisti che prevedevano un taglio di mezzo punto, anche se lo stesso governatore Trichet ha specificato che questo "non e' il minimo possibile" aggiungendo anche che "Possiamo scendere ulteriormente, in modo molto, molto misurato", rimandando un ulteriore valutazione alla prossima riunione di Maggio.

Cosa cambia per i clienti.

La notizia ha senz'altro un effetto positivo, ma solamente per chi ha già acceso un mutuo a tasso variabile, sia esso ancorato all'ormai famoso quanto temuto Euribor o al tasso BCE.
Solamente questi infatti vedranno le prossime rate del proprio mutuo calare ulteriormente. Per i nuovi mutuatari invece, la situazione è ben diversa.
Da qualche mese le banche hanno aumentato gli spread applicati ai mutui a tasso variabile ed ancor più sui mutui a tasso fisso.
Secondo una recente indacine di OF-Osservatorio Finanziario dal 2008 ad oggi gli istituti bancari hanno alzato gli spread sui variabili mediamente del 20.7%. Per i mutui a tasso fisso l'aumento è ancora maggiore (+24.7%) :
In termini di spread si è passati da una media del 1.08% di ottobre 2008 al 1.34% di marzo 2009.

 

Secondo Fabio Picciolini, segretario generale di Adiconsum «La sensazione è che le banche, a prescindere dai tassi di mercato facciano in modo di garantirsi un tasso finale, comprensivo anche degli oneri accessori, intorno al 5 per cento. È vero che nell’ultimo periodo è aumentato il tasso di rischiosità del credito ma è anche vero che gli spread oggi praticati sono troppo elevati».



 
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