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Nuove case in periferia per le famiglie in difficoltà

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Mercoledì 05 Marzo 2008 10:14

Parte la costruzione di circa 3.200 nuove case nelle periferie.

Venerdì la giunta Moratti approverà bandi di gara per assegnare (a prezzo praticamente simbolico) undici aree di sua proprietà a privati. Perché costruiscano palazzi e appartamenti da assegnare, secondo le regole che prescriverà il padrone di casa ovvero il Comune, a famiglie a basso reddito. Entro il 2010 le case dovranno essere finite e abitate.
Un via libera che è anche il terzo, e definitivo, passaggio di un piano-casa approvato ancora dalla giunta Albertini. Quel piano ha avuto già due pacchetti successivi di aree assegnate secondo la stessa logica, con i primi cantieri aperti lo scorso novembre: sono i cosiddetti progetti "Abitare a Milano/1" e "Abitare a Milano/2", con palazzi in costruzione nelle vie Civitavecchia, Ovada, Gallarate e Senigallia.

Adesso, il nuovo e robusto round che sblocca undici pezzi di città che il padrone di casa, ovvero il Comune, finora non aveva utilizzato. E che, rispetto ai due precedenti, ha una differenza: vuole ridurre l´edilizia convenzionata e dunque le case che una volta finite vengono vendute, che è poi il motivo economico dell´operazione per convincere i privati a costruire, oltre al costo delle aree praticamente azzerato. E vuole aumentare le case in affitto. Non solo, però, case tecnicamente «popolari» cioè solo per chi ha i requisiti delle graduatorie Erp. Anche categorie con un reddito un po´ più alto ma comunque limitato da un tetto definito, soprattutto privilegiando giovani coppie e famiglie numerose, potranno concorrere alle graduatorie di assegnazione che verranno bandite dal Comune. Avendo garantito un affitto superiore all´edilizia residenziale pubblica ma comunque inferiore al prezzo di mercato.
Entro ottobre le gare saranno chiuse. Quindi potranno partire i cantieri, e serviranno un anno e mezzo o due per finire tutto. Ma dove saranno costruite le case? Per otto di queste aree dovranno concorrere costruttori privati e cooperative: vincerà chi assicurerà, nel progetto, una più bassa percentuale di case in vendita (la cosiddetta «edilizia convenzionata») e la più alta percentuale invece di appartamenti in affitto a canone scontato ed Erp. È quello che l´assessore all´Urbanistica Carlo Masseroli chiama «il mix sociale» necessario per «evitare nuovi ghetti». Le aree sono sparse un po´ in tutte le periferie, la quantità di palazzi in costruzione ovviamente dipende da quanto sono ampie: le più grandi sono a Est in via Merezzate e Ponte Lambro (976 appartamenti previsti nella prima, 924 nella seconda); a Sud nuove case invece in via Chiesa Rossa (solo 32 appartamenti), via Voltri (313) e via Tre Castelli (163); a Ovest via Fratelli Zoia (90); a Nord in via Idro (138) e via Rizzoli (136).
In altre tre aree dovrà arrivare lo stesso risultato e anche di più: più case in affitto a prezzi scontati per famiglie messe in difficoltà dai folli prezzi di mercato. Ma queste aree non saranno direttamente messe a gara per i costruttori ma assegnate prima alla Fondazione Cariplo, perché faccia da regista dell´operazione e finanziatore. Qui le case arriveranno a Figino (26mila metri quadrati per 290 appartamenti previsti), via Ferrari (67 alloggi) e via Cenni (100).
Il tutto come antipasto, o «progetto-pilota», per arrivare in futuro a cambiare completamente l´approccio al tema case popolari, spera l´assessore all´Urbanistica Masseroli portando in giunta per l´approvazione il pacchetto. Lui vorrebbe anche arrivare a un «buono-casa» del Comune per pagare gli affitti popolari e calmierati. Ma quella è la sua proposta per il futuro. Per ora, in questi progetti, la novità non verrà introdotta.

 

 

Fonte : http://espresso.repubblica.it