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MUTUI : I consigli dell'esperto |
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| Venerdì 14 Dicembre 2007 16:36 | |||
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«In giro cominciano ad esserci mutui troppo sofisticati. Complessi. C'è il serio rischio di firmare un contratto senza averne valutato gli effetti. Se non si capisce bene un prodotto, meglio astenersi dalla firma o chiedere supporto a un esperto». Gianluigi Benetti è principal in Italia della società di consulenza At Kearney. Si occupa del settore mutui e più in generale dei finanziamenti. I suoi più importanti clienti sono le banche. Ma «Plus24» gli ha chiesto di calarsi nei panni del cittadino-risparmiatore. Dopo lo scoppio della bolla del 2000, sono stati proposti ai risparmiatori prodotti a capitale protetto, garantito e altri strumenti del genere. Che sono risultati costosi, fin troppo sofisticati o comunque non adatti a tutti i clienti. E con rendimenti da dimenticare. Si rischia lo stesso con i mutui? Direi proprio di sì. Prenda un mutuo, per esempio, che consente di pagare per i primi due anni soltanto gli interessi. Arriverà il momento in cui si dovrà cominciare a restituire il capitale. Il capofamiglia deve aver fatto una pianificazione economica dei flussi in entrata, altrimenti si troverà impreparato al momento di pagare una maxi rata. Stesso discorso per i mutui molto lunghi con rate basse. Bisogna ricordare che in questo caso il montante interessi è enorme. Cosa deve fare allora chi non ha dimestichezza con piani di ammortamento e pianificazione dei flussi? Si rivolgerà a un consulente terzo. In caso contrario, se è un lavoratore dipendente, meglio che sottoscriva un tradizionale mutuo a tasso fisso. Niente tasso variabile? Fisso e variabile sono le formule classiche. Però con il variabile c'è il tasso che può scendere o salire. Da qui la necessità di una simulazione sul futuro. E se la banca non la realizza, il cliente deve chiederla per evitare di restare spiazzato in futuro. Bisogna infatti valutare la sostenibilità nel tempo del mutuo variabile alla luce dei propri redditi. La crisi americana dei mutui subprime ha avuto effetti sulle strategie delle banche italiane? Ci sono stati dei ripensamenti delle politiche commerciali e creditizie. Ma non dimentichiamo che in Italia vi sono stati i provvedimenti del ministro Pierluigi Bersani. Che riflessi hanno avuto le lenzuolate Bersani? Hanno dato un maggior impulso alla competitività. Oggi, nelle nuove erogazioni, vi è una forbice molto più ampia del passato tra la migliore e la peggiore offerta. Come valuta il provvedimento sulla sostituzione dei mutui? È molto importante ma non ha espresso tutte le potenzialità. Vi sono problemi di interpretazione legati all'istituto della surroga e poi vi sono dei costi da valutare. Comunque ha innescato una forte concorrenza tra le banche, tutta a vantaggio dei risparmiatori.
Fonte : http://ilsole24ore.com
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